| IL
MINISTRO FRATTINI A "IL TEMPO": SCRIVO ALLA UE PER SPIEGARE CHI SONO I
GIUDICI ITALIANI
ROMA\ aise\ 11/12/2009 - "Di fatto
la missiva è pronta, già visionata tra l’altro dal presidente
del Consiglio. "È giusto raccontare questi fatti, senza trarne valutazioni
personali, ma semplicemente dando il quadro di quello che accade. Già
molti colleghi mi hanno detto che nel loro Paese tutto quello che accade
in Italia è inimmaginabile"", spiega il ministro degli Affari Esteri,
Franco Frattini, in una intervista rilasciata a Giancarla Rondinelli
e pubblicata oggi, 11 dicembre, dal quotidiano romano Il Tempo. Riportiamo
di seguito il testo integrale dell'articolo.
"D. Ministro Frattini, cosa scriverà
in questa lettera?
R. Racconterò solo i fatti.
È bene spiegare delle realtà.
D. Tipo?
R. Per esempio, che ci sono magistrati
che vanno in piazza o che partecipano a talk show politici esprimendo pareri
preventivi, condizionando il Parlamento su una legge che ancora non è
stata adottata. A molti dei miei colleghi europei, che leggono in buona
fede la stampa, manca il quadro completo. E questo è indispensabile.
D. Beh, anche l’intervento di
Berlusconi ieri al congresso del Ppe, va in questa direzione...
R. Guardi, quelle di Berlusconi
sono dichiarazioni rese in una sede di partito, al nostro partito, che
in Europa si chiama Partito popolare europeo. Ha espresso giudizi e critiche
tutte politiche. Ma voglio ricordare a chi si è scandalizzato che
il giudizio dato sulla Consulta, che ultimamente ha mostrato di essere
un organo politico, l’aveva espressa l’esecutivo del Pdl due giorni dopo
il Lodo Alfano. Quindi, in sostanza, Berlusconi ha ripetuto una valutazione
politica già espressa pubblicamente da tutto il partito.
D. Il discorso di Berlusconi ha
quasi il sapore di una risposta preventiva alle parole del pentito Spatuzza
e a quello che potrebbe uscire domani da Graviano. E così?
R. Una premessa: Graviano è
un mafioso, non pentito né dissociato. Ed è la prima volta
nella storia che un soggetto del genere accetti di fare delle dichiarazioni.
Detto questo, credo che l’intervento del presidente Berlusconi a Bonn sia
la riaffermazione dell’esigenza di un equilibrio tra poteri, quello della
magistratura (potere non eletto) e quello della politica (potere eletto).
Se oggi (ieri, ndr), nel segreto dell’urna, 50 parlamentari della sinistra
hanno votato contro l’arresto di Cosentino, vuol dire che questa esigenza
non la sentiamo solo noi.
D. Secondo lei, Napolitano è
di parte?
R. Il presidente Napolitano ha compiuto
degli atti costituzionalmente corretti. E Berlusconi gliene ha sempre dato
atto. Il premier a Bonn ha descritto un fatto storico riferendosi alla
provenienza politica del presidente della Repubblica, non ha fatto commenti
sulla parzialità dei suoi atteggiamenti.
D. E Fini, ancora una volta, prende
le distanze da quella che è la posizione del governo...
R. Francamente non so perché.
Certamente è una politica dei distinguo a tutti i costi, che continua
anche quando il presidente della Camera parla da cofondatore del Pdl. Quindi
non gli dovrebbe sfuggire che il suo partito, con la presenza di coloro
che sono a lui vicini politicamente, aveva definito pochi giorni fa la
Corte Costituzionale un organo politico. Sono valutazioni che ora lasciamo
a lui.
D. Ieri è stato molto netto
a prendere le distanze da Berlusconi. Perché?
R. È un interrogativo che
in tanti nel Pdl si fanno. E nessuno ha una risposta.
D. Spostiamoci su un ex alleato,
Pier Ferdinando Casini: c’è spazio di una ricucitura e su cosa?
R. Il leader dell’Udc anche su Cosentino
ha dimostrato che il grande tema delle riforme è un problema del
Paese e non di Berlusconi. Credo che con Casini ci unisca molto più
di quello che ci divide. Sarà così anche sulle regionali.
D. A proposito, a che punto siamo
con i candidati?
R. Noi abbiamo già definito
la Lombardia, con Roberto Formigoni, e la Calabria, con Giuseppe Scopelliti.
C’è poi la forte ambizione della Lega su due Regioni, Veneto e Piemonte;
su questo si deciderà all’ultimo momento. Nel Lazio, se alla fine
si deciderà per la Polverini, sarà un’ottima candidata.
D. E in Campania?
R. È un punto su cui dovremo
parlare nell’ufficio di Presidenza del Pdl il prossimo 16 dicembre.
D. Circolano diversi nomi per
il post Bassolino, anche quello di Bertolaso...
R. Non credo al toto candidati.
D. Torniamo alla Giustizia. Cosa
ha dato più fastidio al presidente del Consiglio, le parole di Spatuzza
o il parere del Csm sul processo breve?
R. Berlusconi non è stato
infastidito dalle parole di Spatuzza, un pluriomicida. Dalle azioni del
Csm, invece, il premier è preoccupato. Se c’è una magistratura
che pensa di assorbire con i suoi atti le azioni del Parlamento e del governo,
allora Parlamento e governo hanno un istituzionale motivo per essere preoccupati.
Ecco perché serve la riforma.
D. Alla fine si troverà
la pace tra Berlusconi e Fini?
R. Continuo a dire che Fini ha ancora
un interesse e una convenienza a rafforzare il Pdl. Quindi...
D. E se ciò non dovesse
accadere?
R. Vedremo. Spero che essendo persona
ragionevole, agisca con l’interesse e non il cuore". (aise)
|